TPL: M5S Bocciato emendamento sulla metro C, Governo contro il Trasporto pubblico locale

“Il buon senso aveva fatto firmare, trasversalmente, l’emendamento 15.0.19 al DL Fiscale sia dal Pd(Esposito, Borioli, Filippi, …) sia dal MoVimento 5 Stelle (Scibona e Taverna). Un emendamento che estendeva i finanziamenti della metro C a tutta la tratta e non unicamente al tratto Colosseo – Piazza Venezia. Tale iniziativa nasceva per permettere una accelerazione dell’opera ed un miglior utilizzo dei fondi” lo dichiarano in una nota congiunta Marco Scibona e Paola Taverna senatori del Movimento 5 Stelle.
“Un’azione di buon senso stoppata da Palazzo Chigi, che ancora, come noto, predilige il trasporto su gomma, la mobilità insostenibile e l’inquinamento” spiegano i due esponenti pentastellati.
“Eppure le premesse politiche vi erano tutte, come per l’emendamento, sempre a firma PD (Esposito) e Movimento 5 Stelle (Scibona) che attribuiva nuovi fondi all’azienda di trasporto torinese GTT. Emendamento approvato con piena soddisfazione delle parti ma soprattutto dell’utenza che vede allontanarsi un rischio fallimento del tpl torinese” spiega Scibona.
“A Roma non si è voluto finanziare il trasporto pubblico locale, al Governo il buon senso non è di casa. Questi giochi sulla pelle dei romani sono intollerabili” conclude Taverna.

DELLA VALLE (M5S), SCIBONA (M5S): GOVERNO E REGIONE INERMI DI FRONTE AGLI INCENDI IN PIEMONTE

“Da giorni il Piemonte brucia, al nostro dolore per la devastazione oggi si aggiunge la rabbia per una politica inerme, quella rappresentata da Chiamparino che solo in queste ore visita i territori interessati dopo una settimana di roghi disastrosi” Così il Senatore Scibona (M5S) attacca il presidente di regione Chiamparino (PD) aggiungendo che “già nelle prime ore avevamo richiesto lo stato di emergenza e siamo stati ignorati da questi irresponsabili”.
All’attacco del Partito Democratico interviene poi il Deputato M5S Della Valle ricordando che “la riforma Renzi/Madia ha rimosso 7000 guardie forestali di cui 350 solo in Piemonte garantivano il controllo del territorio, agendo tempestivamente in simili situazioni”. Un terribile sbaglio secondo il Deputato che vede il disastro di questi giorni come solo il primo degli effetti drammatici del provvedimento del Governo Renzi.
“Agli occhi dei Piemontesi e dei Valsusini in particolare pare assurdo il divario tra il minimo sforzo economico per gli interventi contro gli incendi e le spese faraoniche dello Stato per la militarizzazione del territorio attorno al cantiere per una grande opera inutile. Chiediamo un drastico cambio di rotta del Governo e ringraziamo di cuore da parte di tutti i nostri concittadini chi ogni giorno sta lottando sul campo per risolvere l’emergenza, noi siamo al vostro fianco”. Chiudono i parlamentari M5S.

INCENDI PIEMONTE – SCIBONA (M5S). “Lo Stato intervenga immediatamente e sia proclamato lo stato di emergenza”.

In Piemonte continuano i numerosi incendi che stanno devastando i nostri territori, mettendo inoltre in pericolo la popolazione. L’aria in molte zone è irrespirabile a cause dei fumi e intere frazioni sono state sfollate a causa dell’avvicinarsi delle fiamme alle abitazioni.

Vigili del Fuoco, AIB, Carabinieri forestali, Croce Rossa Italiana e tutti i corpi e i volontari preposti, che ringrazio per il grande impegno profuso, stanno operando con la massima dedizione al pieno delle loro capacità ma al momento rimango, in tutto il territorio Piemontese (Valle di Susa, Pinerolese, Cuneese, Novarese) numerosi e vasti fronti di incendio che con il previsto innalzarsi del vento rischiano di compromettere ulteriormente la situazione.

Ho provveduto a sollecitare il Dipartimento di Protezione Civile Nazione per un ulteriore sforzo di coordinamento per la risoluzione della criticità. Verificando inoltre la disponibilità del ministero competente per intervenire anche con le forze armate auspico quanto prima che, proprio per permettere l’attivazione del livello nazionale, sia dichiarato senza indugio lo Stato di Emergenza per la Regione Piemonte.

Sollecito quindi il Presidente Chiamparino, i prefetti piemontesi ed il Governo ad avviare immediatamente le procedure per la dichiarazione dello Stato di Emergenza, prima che peggiorino ulteriormente le condizioni, anche meteorologiche.

Marco Scibona, Senatore M5S.

La realizzazione della NLTL è un processo reversibile.

Dal vertice italo-francese del 27 settembre 2017 sono emersi prepotenti le parole del Presidente della Repubblica francese Macron a supporto di quelle della ministra Borne in tema TAV.

La ministra, in audizione al Senato d’oltralpe, aveva affermato lapidaria: “Pas de nouveau chantier ni de nouvel appel d’offrers” (nessun nuovo cantiere e nessuna gara di appalto).

Questa frase, che sicuramente ha colpito profondamente anche i vertici TELT e i sostenitori nostrani, sottende una decisione già presa: la nuova linea torino-lione, in territorio francese, non si farà.

Ricordo che l’intera NLTL, oggetto dell’accordo bilaterale del 2001, è di quasi 250 km ed è a questo che si riferisce la ministra a Borne.

Nel corso della legislatura avevo presentato un ddl volto ad abrogare la legge di ratifica dell’accordo bilaterale del 29 gennaio 2001. Le parole francesi dimostrano che questo è possibile perché esse stesse ne costituiscono una tacita abrogazione ovvero non si darà esecuzione all’accordo.

Il percorso di realizzazione della NLTL è quindi dimostrato essere reversibile, anzi, oggi il partner francese si è sfilato dagli impegni. Come Italia dobbiamo fare lo stesso.

Non aspettiamoci nulla da questi politicanti con le mani in pasta. Possiamo però sperare in un Governo a 5 Stelle che ha tra le sue priorità, come di recente affermato dal candidato premier Di Maio a Torino, la cancellazione degli accordi internazionali e lo stop immediato dell’opera.

Risposta interrogazione 3-03430 sull’equipaggiamento dei Vigili del fuoco.

Il 25 gennaio 2017 avevo presentato l’interrogazione n. 3-03430 inerente l’equipaggiamento dei Vigili del Fuoco, lo scorso 14 Settembre, nella seduta n. 876 dell’Assemblea, ho ricevuto la risposta dall’On. RUGHETTI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed ho potuto brevemente replicare.

TESTO INTERROGAZIONE

Atto n. 3-03430
Pubblicato il 25 gennaio 2017, nella seduta n. 747
SCIBONA , AIROLA , CASTALDI , DONNO , MONTEVECCHI , CAPPELLETTI , GIARRUSSO , SANTANGELO , PUGLIA , MORONESE , PAGLINI – Al Ministro dell’interno. –
Premesso che, a quanto risulta agli interroganti dall’articolo “Nella neve sul terremoto senza guanti, senza indumenti termici e con mezzi vecchi senza catene”, pubblicato, in data 19 gennaio 2017, dalla testata on line “Il Piacenza”, plurisettimanale telematico, si apprende come in un nota il coordinamento provinciale Cgil dei Vigili del fuoco di Piacenza abbia denunciato le numerose criticità a cui il proprio personale è stato sottoposto nell’espletamento dei compiti di protezione civile presso le zone terremotate del Centro Italia;
considerato che:
si evince come i Vigili del fuoco siano stati inviati presso le zone di intervento, ricoperte da metri di neve e con temperature sotto lo zero, senza indumenti protettivi adeguati, senza guanti, né stivali da neve;
inoltre, si evince che gli automezzi in dotazione sarebbero, in larga parte, vetusti e privi di dispositivi antineve e che gli stessi operatori alloggiano in tende in cui non è garantito il riscaldamento, né i minimi servizi igienico-sanitari;
considerato infine che pur non essendo attualmente nella situazione determinatasi nel corso delle prime ore dall’evento emergenziale, risulta agli interroganti che la gestione dell’emergenza non sembrerebbe ancora consolidata; gli stessi turni e gli invii di personale non sarebbero cadenzati ed avverrebbero spesso senza o con minimo preavviso, evidenziando una totale disorganizzazione logistica,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali iniziative intenda intraprendere, affinché siano reperiti con urgenza fondi straordinari per dotare tutti i reparti dei Vigili del fuoco impiegati o da impiegare nell’emergenza post sisma del Centro Italia di adeguato equipaggiamento personale e mezzi, per far fronte agli eventi climatici in atto;
se intenda avviare urgentemente una ricognizione del sistema di protezione civile, al fine di adeguare di mezzi e risorse le strutture che concorrono agli interventi necessari durante o a seguito di un’emergenza o calamità naturale;
se, a prescindere dagli interventi emergenziali, intenda stanziare fondi da destinarsi ai reparti effettivi dei Vigili del fuoco ai fini di addestramento e di acquisto di dotazioni.

RISPOSTA E REPLICA

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 876 del 14/09/2017
PRESIDENTE. Segue l’interrogazione 3-03430 sull’equipaggiamento dei Vigili del fuoco.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

RUGHETTI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, onorevoli senatori, prima di entrare nel merito delle questioni poste dagli interroganti, mi sia consentito di esprimere la piena riconoscenza alle donne e agli uomini del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L’elevatissimo livello del loro dispositivo di soccorso ha saputo far fronte alle numerosissime situazioni di grande complessità all’indomani dei tragici eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno colpito diverse aree del nostro Paese, assicurando e garantendo l’assistenza alla popolazione con ineccepibile competenza tecnica e professionale. Al salvataggio delle persone nell’immediatezza degli eventi si aggiungono le migliaia di operazioni compiute per la messa in sicurezza degli immobili pubblici e privati o per il recupero dei beni delle abitazioni lesionate e delle attività commerciali. Innumerevoli sono stati anche i sopralluoghi, le verifiche di stabilità e le demolizioni degli edifici pericolanti; molteplici gli interventi per la difesa e il recupero di beni storici, architettonici e culturali fatti in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Con riferimento più puntuale ai quesiti posti nell’atto di sindacato ispettivo, e in particolare alla presunta inadeguatezza delle dotazioni invernali utilizzate dai Vigili del fuoco, evidenzio che il Corpo nazionale utilizza un vestiario studiato per garantire un’adeguata tutela dell’integrità fisica dell’operatore e un buon isolamento termico, in conformità alle vigenti normative e direttive comunitarie.
Venendo ora alla questione degli automezzi di soccorso, il parco del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stato effettivamente interessato in questi ultimi anni da un progressivo fenomeno di invecchiamento, in ragione delle note carenze di fondi legate alla sfavorevole congiuntura economica. Purtuttavia, in questa legislatura sono stati previsti interventi normativi che hanno consentito l’avvio da parte dell’amministrazione dell’interno di linee di finanziamento per realizzare un piano di ammodernamento dei mezzi operativi del Corpo nazionale e, quindi, di rafforzare le strutture e il dispositivo di soccorso tecnico urgente, in un’ottica di modularità e interoperabilità con tutti gli altri enti coinvolti nelle emergenze.
Mi limito, in proposito, a richiamare le più recenti misure: il decreto-legge n. 113 del 2016, che ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018. Per l’anno 2016 si è già provveduto all’acquisto di 100 autoveicoli Jeep, per una spesa di euro 2.029.917,74 e di 40.000 uniformi invernali per una spesa di euro 7.528.376,00.
I fondi previsti per gli anni 2017 e 2018, saranno utilizzati per il rinnovo di dispositivi di protezione individuale.
Il decreto-legge n. 189 del 2016 ha autorizzato la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2016 e di 45 milioni di euro per l’anno corrente. Con l’utilizzo delle predette risorse del 2016, unitamente a fondi ordinari, sono stati stipulati contratti per l’acquisizione di otto autoscale, attualmente in fase di allestimento, e dieci autocarri in fase di assegnazione. Inoltre, le risorse stanziate per il 2017 verranno utilizzate per l’acquisizione di 160 autopompe, 16 automezzi per soccorso nei centri storici, e infine dieci autoscale.
La legge di bilancio 2017 ha stanziato 70 milioni di euro per l’anno in corso e 180 milioni di euro annui per il periodo 2018-2030 da ripartire tra le forze di polizia e il Corpo nazionale secondo un programma pluriennale di finanziamento. A tal riguardo comunico che è in corso di definizione il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la suddivisione del fondo ed è stata predisposta una bozza di piano di ripartizione delle risorse in argomento, che tiene conto anche delle esigenze del Dipartimento della pubblica sicurezza.
Da ultimo, segnalo l’incremento, pari a 5 milioni di euro, delle risorse destinate all’acquisto di automezzi in considerazione dell’eccezionale sforzo operativo del Corpo nazionale sostenuto quest’estate per lo spegnimento degli incendi boschivi.
In merito, infine, alle attività di addestramento professionale e aggiornamento formativo, ricordo che il Ministero dell’interno organizza regolarmente corsi di formazione, aggiornamento, perfezionamento professionale e addestramento per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tali attività si svolgono con specifici istruttori attraverso modelli organizzativi che prevedono una puntuale programmazione, con una diversa articolazione dell’orario di lavoro sostitutiva e non aggiuntiva ai turni di servizio obbligatori.
Concludo ricordando che prima della pausa estiva è stato insediato il tavolo per l’apertura della fase negoziale, che porterà al rinnovo dell’intesa negoziale che consentirà di dare una risposta importante a un comparto e a una procedura ferma da otto anni. Aggiungo che tale rinnovo arriva dopo altri due provvedimenti adottati dal Governo relativi al cosiddetto riordino delle carriere e alle assunzioni straordinarie, molto attese dai Vigili del fuoco, ancorché non esaustive a coprire tutti i vuoti in organico.

SCIBONA (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCIBONA (M5S). Signora Presidente, signor Sottosegretario, nove mesi per rispondere a un’interrogazione di questo tipo sono un tempo abbastanza lungo, ma se andiamo a vedere le statistiche dei tempi di risposta alle interrogazioni normali si tratta di un periodo relativamente breve. Questo è il primo dato di fatto.
Ovviamente l’interrogazione era una scusante per far risaltare la problematica. È notorio che i Vigili del fuoco e gli altri Corpi statali, come la Protezione civile, sono sempre con l’acqua alla gola per quanto riguarda strumentazioni, mezzi e quant’altro. Ho sentito cifre importanti, ma probabilmente non sono sufficienti, perché ho notizia anche di requisizioni di mezzi e dotazioni ai vigili del fuoco volontari da parte dei permanenti. Questo, per carità, nell’ottica della sicurezza va bene, ma significa che anche i permanenti non hanno e continuano a non avere mezzi e dispositivi per poter operare.
Non vorrei che questa politica di tagli indiscriminati fosse tutta incentrata nell’ottica di togliere oneri allo Stato per far sì che il tutto venga poi gestito solo a livello di volontariato. Ovviamente, non si può pretendere che lo Stato abbia numeri elevati di personale professionista per attendere – speriamo mai – una catastrofe o altro, ma è altrettanto ovvio che ci deve essere una base professionale stanziale molto ben equipaggiata che possa entrare subito in azione in caso di emergenza, incidente o incendio.
Mi sembra che, rispetto a quanto continuiamo a sentire da parte dei Vigili del fuoco o di altri Corpi, a livello di lamentele e carenze, quella percorsa non sia la strada giusta. Lo Stato dovrebbe invertire assolutamente la rotta, aumentare gli stanziamenti e far sì che i Corpi chiamati a intervenire in caso di emergenza siano molto meglio equipaggiati, che siano sì avvicendati con un corpo di volontari in caso di grande catastrofe, ma che in prima istanza possano operare al meglio con quello che hanno.