Archivio della categoria: Comunicato Stampa

MOVIDA, SCIBONA – FREDIANI (M5S): “SUPERATE LE FORME ORDINARIE DI GESTIONE DELL’ORDINE PUBBLICO”

Ieri sera a Torino sono state superate le forme ordinarie di gestione dell’ordine pubblico.

Un’operazione decisa autonomamente dal Questore che ha disposto il presidio, dalle ore 20, con agenti in modalità “antisommossa” in una delle vie centrali di Torino, luogo della cosiddetta movida. A quell’ora non vi era alcun problema di ordine pubblico da sedare attraverso tale imponente spiegamento di forze.

Quello che ne è scaturito è stato un prevedibile sconvolgimento del vivere sociale. Condanniamo l’uso indiscriminato della forza da parte della Polizia di Stato. Gli avventori dei locali, se in violazione di un provvedimento amministrativo, dovrebbero ricevere una multa. Non una manganellata.

Il Questore adotterà le stesse misure di sicurezza anche per San Giovanni? Magari come “approccio più dolce con il cittadini” come ha affermato in una recente intervista? Ci auguriamo di non rivedere mai più scene del genere nel nostro capoluogo.

Marco Scibona, Senatore M5S
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

MANOVRA – SCIBONA (M5S): “Grazie a pressioni Governo torna sui suoi passi e ripristina poteri all’ANAC”.

Il Governo con un emendamento al DL 50 alla Camera, la cosiddetta manovrina, re-introduce i poteri dell’ANAC in tema di appalti che erano stati persi con la revisione del Codice degli Appalti.
Tra l’altro poteri ben presenti con il testo uscito dalla Commissione ma poi eliminati in sede di decreti attuativi.
Siamo certi che solo grazie al clamore sollevato, il Governo ha dovuto fare marcia indietro e ripristinare un provvedimento di garanzia per la tutela della legalità. Principi che una manina del potere esecutivo era stata veloce a calpestare nella revisione del Codice degli Appalti.

Marco Scibona, Senatore M5S – Segretario 8° Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.

LETTERA APERTA: Sisma e Opere TAV

LETTERA APERTA

Al Presidente della Repubblica prof. Sergio Mattarella

Al Presidente del Senato della Repubblica on. Sen. Pietro Grasso

Alla Presidente della Camera dei Deputati on. Laura Boldrini

Ai Presidenti delle Regioni colpite dagli eventi sismici

Gentilissime Autorità,

svolgo alcune brevi ma allarmanti considerazioni sul contenuto del Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017, avente, quale titolo, “disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, provvedimento attualmente in corso di conversione alla Camera dei Deputati.

Nel titolo si legge che il decreto ha ad oggetto i doverosi, straordinari, necessari ed urgenti “interventi per le zone colpite da eventi sismici”.

Vorrei soffermare la Vostra attenzione sul vergognoso utilizzo del titolo ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici quale “cavallo di troia” utile ad introdurre un intervento derogatorio alla normativa vigente in tema di approvazione delle Opere Pubbliche. E tale intervento derogatorio, considerato dal Governo “eccezionale ed imprescindibile al Paese”, non ha ad oggetto le necessarie opere riferite alle zone colpite dagli eventi sismici bensì il TAV Torino Lione.

Mi riferisco all’art. 47 comma 9 del Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 che, in spregio alla legislazione vigente, consente l’avvio dei lavori propedeutici dell’intera opera TAV – opere in Italia e in Francia – in assenza di qualsivoglia delibera autorizzativa del CIPE. Ricordo che al predetto Comitato è attribuita la competenza ad approvare il progetto definitivo dell’intera Sezione transfrontaliera della Nuova Linea Ferroviaria Torino Lione (art. 3 legge 5 gennaio 2017, n. 1 art. 3).

Il predetto intervento derogatorio risulta essere incomprensibile salvo per i soliti addetti ai lavori in conseguenza dell’immensa provvista di denaro che viene in tal modo sbloccata e resa disponibile: 2,5 miliardi di € !

Ritengo opportuno mettervi a conoscenza che l’attuale esecutivo, ed in particolare il Ministero delle Infrastrutture, artefice del vergognoso intervento derogatorio, è stato oggetto di recentissima censura da parte dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti per aver (il Ministero) sottoscritto l’aggiornamento del contratto di programma con RFI – di vari miliardi di € – in assenza dell’ obbligatorio parere della competente Autorità, violando, così il D. Lgs. 15 luglio 2015, n. 112, normativa quest’ultima in attuazione di direttiva UE in tema di concorrenza.

Gentilissime Autorità, volete abdicare ai Vostri ruoli istituzionali permettendo che in questo Paese continui ad essere considerata straordinaria, necessaria ed urgente la distribuzione di fondi pubblici per appalti di opere e servizi non necessari ?

Nulla ci hanno insegnato gli scandali delle “lenzuola d’oro”, l’arresto di Lorenzo Necci e tutto l’affare Tav definito da alcuni Giudici come “la madre di tutte le tangenti”, fino ad arrivare agli ultimi scandali che hanno creato un vero e proprio terremoto nel Ministero delle Infrastrutture con le dimissioni del capo del dicastero?

Vi siete accorti che al Ministero delle Infrastrutture nulla è cambiato e che il nuovo Ministro, in sostituzione di Incalza, al centro del citato scandalo, ha nominato un personaggio colpito da una citazione a giudizio avanti la Corte dei Conti campana per danno erariale?

Ritengo sia opportuno che Voi siate messi a conoscenza della vergognosa strumentalizzazione del dolore delle popolazioni interessate ai passati eventi sismici.

Alle persone oneste di questo paese riecheggiano ancora le risate di un rappresentante locale dell’esecutivo e le intercettazioni tra imprenditori e politici di vecchio corso dopo il terremoto dell’Aquila.

Vi chiedo di reagire e di mettere gli italiani in condizione di non vergognarsi più delle istituzioni del proprio paese.

Roma, 17 Maggio 2017

Senatore Marco Scibona
Segretario 8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.

ANAS e VIADOTTO FOSSANO – Scibona (M5S): “Il nuovo Codice Appalti non sventa il pericolo di crolli come quello del viadotto di Fossano”.

Oggi, in 8a Commissione al Senato, abbiamo audito il Presidente dell’ANAS S.p.A. sui recenti crolli di viadotti nella rete stradale nazionale ed in particolare ci siamo soffermati sul viadotto recentemente crollato a Fossano.

Tali lavori furono eseguiti dalle ditte Itinera e Cogefa che vinsero la gara con il 15 per cento di ribasso. A questo seguì però il subappalto a ben altre 5 ditte e un aumento del costo stimato del 60 per cento per successive varianti (come in uso fare).

Ecco come a partire da questi semplici dati si capiscono le storture di un sistema delle opere e degli appalti che il nuovo Codice Appalti ancora non ha corretto, anzi, quei pochi paletti dettati dalla Commissione Parlamentare, sono stati ignorati e superati dal Governo con la redazione del testo di legge.

A questo si aggiunge il fatto che solo il 30 per cento dei ponti sulla Tangenziale di Fossano è stato collaudato direttamente e il restante è stato dichiarato idoneo per analogie progettuali. Tra l’altro il progetto che ha visto la realizzazione del viadotto nel 1993 fu mutuato da progetti americani, decisamente meno costosi ma che ad esempio non prevedevano la possibilità di ispezionare i cavi tensori dei conci.

Molto probabilmente, dalle immagini che abbiamo potuto vedere, è proprio il mancato o scarso annegamento nel cemento dei cavi tensori che ha poi portato al cedimento della struttura.

Apprendiamo inoltre come il massimo tonnellaggio per i ponti italiani sia di 60 tonnellate mentre abbiamo su strada dei camion, che dalla sommatoria del peso per asse, raggiungono persino le 105 ton.
E’ quindi apprezzabile la nuova cartellonistica ,che impone il transito sui ponti solo nel rispetto del peso che possono sopportare, ma possiamo anche capire come sia intempestiva… senza il crollo di Fossano a che punto saremmo?

Ci auguriamo che la doverosa campagna di verifiche e controlli già in programma da parte di ANAS, entrata nel vivo dopo il crollo, sia compiuta con speditezza ma anche con attenzione e prudenza. Sicuramente condividiamo ed apprezziamo gli sforzi della società per colmare il gap infrastrutturale tra le vecchie opere, a volte realizzate con leggerezza, e i più moderni standard che la società ora applica, nonostante le ingerenze politiche sul Codice Appalti.

Appare incredibile che ancora nel 2017 si debba assistere a tragedie simili perché le opere pubbliche non sono eseguite ad opera d’arte e che queste possano essere pericolo per la pubblica incolumità, a volte anche per storture nel sistema dei collaudi, dei controlli o della manutenzione.

Marco Scibona, Senatore M5S – Segretario 8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.

TAV – SCIBONA (M5S): “Basta ordinanze rinnovate di anno in anno, sono incostituzionali, è conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato!”

L’assoluzione di tre attivisti storici del movimento No TAV dall’accusa di aver violato una delle tante ordinanze della Prefettura, che limita la libera circolazione in ampie porzioni dei Comuni di Chiomonte e Giaglione, sancisce ciò che noi diciamo da anni.

La Prefettura non può disporre della viabilità e delle aree limitrofe al cantiere TAV di Chiomonte al di fuori dei limiti imposti dalla Costituzione rendendola, di fatto, non applicabile a parte del territorio della Val Susa.

Il potere esecutivo, del quale è espressione la Prefettura, ha da anni trasceso le elementari regole costituzionali che riservano solo ed esclusivamente al Parlamento (ed in limitati casi al Governo, con conversione nei successivi 6 mesi) le eventuali limitazioni alla libera circolazione.
Tra l’altro segnaliamo, nuovamente e con forza, che le ordinanze reiterate per oltre 6 anni non insistono sull’area di cantiere, area già disciplinata da una legge (legge stabilità 2011), ma coprono ettari di terra in tutta la zona esterna al cantiere.

Certi dell’incostituzionalità della reiterazione dei provvedimenti che da 6 anni, stabilizzando e rendendo permanente una situazione che dovrebbe essere “strettamente limitata nel tempo”, avevamo presentato ricorso al Presidente della Repubblica, poi deferito al TAR.

Ad oggi il TAR non si è ancora pronunciato, ma ci auguriamo che quanto prima sia ripristinata la libera circolazione di cittadini e proprietari dei terreni o quanto meno si apra con il Prefetto un confronto circa l’uso distorto delle ordinanze prefettizie, che debbono essere limitate nel tempo e non costituire la regola, pena la violazione della Costituzione e l’invasione delle prerogative del Parlamento con conseguente conflitto di attribuzione tra i poteri dello stato.

Marco Scibona, Senatore M5S – Segretario 8° Commissione Lavori pubblici, comunicazioni.