Intervento circa la sentenza del processo contro NoTav su fatti 27/06 e 3/07 2011

SCIBONA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCIBONA (M5S). Signor Presidente, colleghi, la recente sentenza emessa a fine del processo contro numerosi No TAV per i fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011 è la dimostrazione di come, da molto tempo, il potere esecutivo ha minato il potere legislativo e tenta, sempre di più, di invadere il campo del potere giudiziario.
L’immane mare di miliardi che genera e genererà il TAV conduce – per ovvi motivi, esclusi quelli a favore della collettività – i cosiddetti soggetti decisori (Governo e co.) a reprimere il dissenso, specialmente quello motivato ed informato (cioè quello che fa più paura). E ciò lo ha fatto e continua a farlo – vedi dichiarazioni di Ministri – condizionando, anche inconsapevolmente, il potere giudiziario.
La scelta di mandare centinaia di uomini il 27 giugno 2011 – nonostante l’inesistenza del progetto esecutivo e l’assenza di richieste europee per il TAV – non è forse la prova dell’interferenza del potere esecutivo sugli accadimenti successivi, sulla giusta reazione dei manifestanti contro l’arbitrarietà dell’attacco in assenza delle esigenze internazionali, come ci ha candidamente raccontato il prefetto Di Pace durante la sua testimonianza al processo? Quest’uomo, alto funzionario del potere esecutivo e responsabile dell’ordinanza che ha consentito l’intervento del 27 giugno, ha candidamente ammesso di nulla sapere di CIPE, di progetto esecutivo e di accordi internazionali. Lo ha detto lui, sempre durante la sua testimonianza.
Nonostante ciò, ha emesso un’ordinanza in assenza dei presupposti indicati dalla Corte costituzionale, quindi illegittima, così come le successive (siamo ad oltre venti). E poi, lo stesso processo è stato imbastito dal potere esecutivo (Digos, Ministero dell’interno) in quasi totale autonomia, con solo due o tre deleghe di indagini da parte dei pm, embedded del potere esecutivo. I testi ascoltati a carico dei No TAV sono tutti sotto il controllo del potere esecutivo e molti di questi si sono persino costituiti parte civile. È stato un processo bilanciato tra accusa e difesa? Non mi pare.
Quindi: prove di controllo del potere esecutivo su chi deve esercitare l’azione penale, magistratura inquirente sotto il controllo del Governo, il tutto accompagnato da informazioni unidirezionali da parte dei media. I risultati sono processi anomali. Forse non è stato un processo politico, ma un processo fortemente voluto e condizionato dal potere esecutivo sì. La volontà era di trasformare un problema politico in un problema di ordine pubblico. Bravi! Per ora questa arma di distrazione di massa ha funzionato, per il prosieguo vedremo. (Applausi del senatore Airola). Un’altra volta poi parleremo anche dei noleggi a caldo del cantiere. (Applausi dal Gruppo M5S).