Dichiarazione di voto su Accordo Italia-Francia su esecuzione operazioni congiunte di polizia.

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 543 del 26/11/2015

SCIBONA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCIBONA (M5S). Presidente, colleghi, oggi ci troviamo a ratificare un accordo tra il nostro Paese e la Francia, firmato dai ministri competenti nel dicembre del 2012.

Questo testo appare in verità subdolo, volutamente impreciso in alcune parti e ormai abbondantemente superato dal tempo e dagli eventi. Non nascondiamolo, non giriamoci intorno. In questo testo non vediamo il comma 1-bis dell’articolo 2, quello che specifica meglio quel concetto di “mantenere l’ordine pubblico”, ovvero operazioni congiunte di polizia antisommossa in quegli scenari transfrontalieri per territorio o per intenti: il cantiere TAV di Chiomonte in Valle di Susa, con i temuti NoTav, la frontiera di Ventimiglia con i migranti, tanto per fare due esempi.

Per quanto riguarda la grande opera inutile, già abbiamo ceduto al diritto francese i controlli e la legislazione applicata, creando a Chiomonte un’area di pseudo extraterritorialità. Non a caso, la società TELT, promotore responsabile della realizzazione del tunnel geognostico e della gestione della sezione transfrontaliera della nuova linea, è una società di diritto francese.

Adesso forniamo il contorno giuridico per far sì che quelle manganellate – che là abbondano – abbiano il retrogusto francese e la grande problematica dei fautori dell’ordine pubblico sarà capire come si traduce “tonfa” in francese.

Discorso simile vale per i territori di confine; penso a Ventimiglia, dove agevoleremo la Francia a respingere gli immigrati e non a rimpatriarli, ma a respingerli sul nostro territorio, lasciando poi, come sempre, a noi l’onere di occuparcene.

Ricordo anche che sul lato austriaco vige già un simile accordo per far sì che i migranti non possano uscire dal territorio italiano; infatti la polizia austriaca opera sui nostri treni, sul nostro territorio, spingendosi fino a venti chilometri dentro il nostro suolo italico ed agendo con piena autonomia. Sono all’onor di cronaca alcune vicende che raccontano come alcuni migranti vengano, senza troppa cura, spinti giù dai treni.

Scorrendo il testo del trattato, non possiamo non soffermarci su quelle parti che parlano di equipaggiamento e di divise. Sarà quantomeno curioso vedere gli agenti francesi con il codice identificativo sulle divise che compiono operazioni con la polizia italiana completamente anonima, invece. È, infatti, da novembre 2012 che la Francia ha adottato elementi identificativi sulle divise dei poliziotti mentre da noi la questione è insabbiata al Senato, dove un disegno di legge del Movimento 5 Stelle ed altri disegni di legge con lo stesso tema, giacciono morenti in 1a Commissione, vittima delle scuse e dei temporeggiamenti del ministro Alfano, con la complicità del Partito Democratico, che – si sa – è colluso con l’antidemocraticità, odia la trasparenza e strizza l’occhio alla violenza.

Un accordo, dunque, fatto male, che risponde solo alle esigenze di quegli interessi economici che vi sovvenzionano le campagne elettorali. Tra l’altro, questa ratifica è temporalmente assurda. Questo accordo è stato firmato tre anni fa in tutt’altra situazione politica; dovreste vergognarvi per questa ratifica che avviene ora. Ma, si sa, la vergogna va a braccetto con la dignità: se manca una, non può esserci l’altra.

Sarebbe servito un accordo in materia di antiterrorismo. Avremmo voluto leggere misure per il rafforzamento tra le comunicazioni di intelligence dei rispettivi Paesi, magari per evitare che in tutto il Nord Italia si cerchi un’auto Seat nera con sopra un terrorista quando sempre la stessa vettura è già stata trovata e fermata il giorno prima in Francia. Avremmo voluto uno stop al mercato delle armi verso certe zone in cui trovano rifugio i terroristi. Avremmo voluto mirati controlli ed operazioni di polizia volti a prevenire i terribili attentanti che abbiamo visto a Parigi.

Vorremmo in realtà una cooperazione internazionale in materia di difesa e sicurezza, affrontata in maniera seria e responsabile, e sopratutto una pianificazione Europea. In questo accordo tutto questo non c’è. Qui c’è solo una linea guida, piena di passaggi ambigui e ad arte di libera interpretazione. Qui c’è solo la volontà di cooperare per sopprimere il legittimo dissenso e le proteste – scomode al potere – della cittadinanza. Noi non ci stiamo e, per esprimermi con il vostro linguaggio, annuncio che voteremo convintamente contro questa ratifica. (Applausi dal Gruppo M5S).